Vent’anni fa andavamo “a scuola di €uro” al Pascal

Vent’anni di convivenza con l’Euro e c’è ancora qualcuno che vorrebbe divorziare. Altri non sono mai entrati, ma credo che per le valute deboli, com’era la lira italiana, l’euro sia stato un buon paracadute nelle ricorrenti crisi monetarie ed economiche ed anche oggi per fronteggiare la pandemia. Vent’anni fa sono stato coinvolto marginalmente in un grande progetto che la nostra scuola, il Pascal di Giaveno, aveva elaborato per partecipare al “Concorso europeo del giovane consumatore”. Avendo vinto e ottenuto il finanziamento, le colleghe professoresse Teresa Candone, Maria Teresa Ingicco e Maddalena Lonoce e i 24 alunni coinvolti (19 della 4B e 5 della 3B amministrativo) si sono lanciati con entusiasmo nell’impresa di presentare una moneta sconosciuta a persone spesso diffidenti. Hanno scelto di rivolgersi soprattutto ai bambini (alunni delle elementari) e agli anziani, cioè ai soggetti che si pensava avessero più difficoltà a conoscere e padroneggiare la nuova moneta. Nella relazione conclusiva, che potete leggere in PDF, emergono le difficoltà incontrate per vincere una certa diffidenza, ma prevale sicuramente la soddisfazione per un’esperienza coinvolgente e portatrice di occasioni di crescita, collaborazione e interazione con la gente, che non sempre la scuola riesce ad offrire.

Tra i molti materiali prodotti ho scelto di unire all’articolo la presentazione (originariamente in powerpoint, rielaborata in PDF) che compendia le principali informazioni fornite in occasione degli incontri col pubblico e le scolaresche. Interessanti anche i consigli utili su come affrontare la transizione e su come evitare le truffe. Alla luce di quel che è accaduto in seguito possiamo riflettere su quali previsioni si sono avverate e quali no.

Euroconvertitore ?

Riandando al passaggio all’euro non posso tralasciare l’euroconvertitore. Un gadget fornito in milioni di esemplari ed utile più o meno come i banchi a rotelle di recente memoria. L’ossessione di un cambio preciso al centesimo è svanita quasi subito. Ricordo che il doppio prezzo, in lire e in euro con tanto di centesimi, ha subito lasciato il posto a tranquilli arrotondamenti alle 2000 lire e non sono mancate speculazioni tendenti alle 1000 lire per un euro. Traguardo raggiunto adesso, se si confrontano i prezzi al bar.

Un esercizio proposto ai bambini era quello di trasformare in euro il prezzo di alcuni generi di consumo comuni.

L’ostacolo maggiore sono stati i centesimi, non tanto nel calcolo che nessuno faceva, ma nel trovarli in tasca e non confonderli l’un l’altro, viste le ridotte dimensioni. E non è raro ancora adesso, alla richiesta di spiccioli, vedere il cliente che allarga il borsellino o porge la mano piena di monetine dicendo “Scelga lei”.

Immagini dei protagonisti e delle attività con gli scolari e con gli anziani

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